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Lettera pastorale del tempo quaresimale 2023 

  • On 22 februari, 2023

Cari fratelli e sorelle! 

”Ravvedetevi, e credete al vangelo” (Marco, 1:15). Durante la quaresima abbiamo continue occasioni per riflettere sull’esortazione di Gesù. Ci possiamo sempre rivolgere a lui, anzi, ancor più spesso in questo periodo. Non possiamo mai dire che siamo completamente convertiti. La fede puó sempre crescere e segnare sempre di più il nostro modo di vivere. La luce del Vangelo può sempre illuminare noi e quella parte degli occhi che non recepisce gli stimoli fotosintetici. La conversione è un processo continuo che non si deve mai fermare, nè nella mia vita privata nè nella vita della comunità ecclesiale. Il tempo quaresimale è il dono di Dio che ci viene dato ogni anno, e ci offre l’occasione di prendere più seriamente in considerazione la nostra conversione. 

Abbiamo bisogno di riscoprire Gesù e il suo messaggio. Dobbiamo renderci conto che lui vuole avvicinarsi ancora di più a noi, ed unirci ancor di più a lui. La nostra preghiera e la nostra relazione d’amore con lui possono sempre essere rese più profonde. La sua persona e il suo messaggio possono riempire di luce tutta la nostra esistenza. Il nostro modo di pensare e di agire possono essere modificati. “Riflettiamo sulle tue parole e i tuoi meravigliosi atti, e che quello che facciamo e diciamo ti sia sempre gradito” (preghiera dei fedeli). Un buon modo di verificare se davvero prendiamo sul serio l’invito alla conversione è che vogliamo compiacere Gesù e fare la sua volontà. Se l’Amore è autentico, allora l’Altro – sia che si tratti di Dio o del nostro prossimo – è più importante di me stesso. Noi troviamo la vera gioia solo quando usciamo da noi stessi e vogliamo compiacere l’Altro. 

Noi ci convertiamo prima di tutto non per diventare migliori, ma per onorare e compiacere Dio. “Non voglio dedicare il più piccolo minuto ad altro che in onore di Dio”, dice Santa Brigida. Più spostiamo il fulcro centrale verso Dio, più ci trasformiamo. La vera santità è una immeritata grazia e partecipazione alla santità divina. Mediante il battesimo abbiamo ricevuto questa grazia, come un piccolo seme che ci trasformerà, e questo avviene nella chiesa, nella comunità dei battezzati, ma deve anche raggiungere gli altri ed essere di giovamento a tutta l’umanità bisognosa. 

“Non capite che siete il tempio di Dio, e che lo spirito di Dio è dentro di voi?” (Cor 1, 3:16). La domanda di Paolo ai consacrati di Corinzio è attuale anche oggi per i consacrati a Stoccolma. La grazia di Dio lavora dentro di noi, e ci vuole rendere sempre più trasparenti verso la sua santità. Ci dobbiamo convertire per diventare degni della nostra vocazione alla santità. “santo è il tempio di Dio, e voi siete il tempio” (Cor 1, 3:17). Uno dei messaggi più importanti del Secondo Concilio Vaticano è di ricordare a tutte le persone battezzate la loro vocazione alla santità. Noi possiamo sopravvivere some cristiani credenti in un ambiente di non-credenti solo se teniamo a mente e seguiamo questa vocazione, questa chiamata. Quante persone si allontanano da Gesù e dalla sua chiesa, perchè non hanno mai scoperto la propria chiamata ad essere il sacro tempio di Dio, in grado di illuminare il mondo con la luce di Gesù! Questa chiamata, questa vocazione, è indispensabile per rafforzare l’unità nella nostra diocesi e con il Papa, e per lottare contro le divisioni in questo tempo di polarizzazione. 

Nell’antica alleanza, si sapeva che erano soltanto le persone sante che potevano essere fedeli all’alleanza. “Voi sarete santi, perchè io, il Signore, il vostro Dio, sono santo” (Mos 3, 19:2). L’amore fedele di Dio per la sua gente pervade sia tutto l’antico che il nuovo testamento. È un amore che 

richiede una continua conversione a quel Dio che è amore, un’eterna comunione nell’amore fra il Padre e il Figlio nell’unità dello Spirito santo. È questo Dio che ci ama con amore infinito, ma che si aspetta anche che noi rispondiamo allo stesso modo, servendo Lui e il nostro prossimo con tutto il nostro cuore. 

È soltanto attraverso la nostra unione indissolubile con Gesù che diventiamo capaci di rispndere all’amore di Dio e possiamo amare il nostro prossimo, non importa chi, con il suo stesso amore. 

Lo Spirito santo è stato infuso in noi mediante il nostro battesimo e la nostra cresima, in modo che possiamo essere continuamente ispirati a vivere nell’amore, ad esserne trasformati così che noi possiamo trasformare il mondo intorno a noi. Gesù muore sulla croce per darci prova del suo amore. È questa perfetto sacrificio d’amore che viene resa viva nell’eucarestia. Attraverso il sacramento della comunione riceviamo in continuazione il nutrimento per la nostra conversione, in modo che possiamo compiacere Dio mettendoci al suo servizio, rendendo onore a lui e al nostro prossimo. E poi ci dobbiamo esercitare ogni giorno al servizio dell’amore. Tutto quello che succede e tutti quelli che incontriamo possono aiutarci a realizzare la nostra vocazione ad amare Dio ed il nostro prossimo. 

“Siate perfetti, come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo, 5:48). Quando sentiamo Gesù dirci questo vengono quasi le vertigini. Ci rendiamo conto che questo è al di sopra delle nostre capacità. Noi siamo e sempre saremo deboli, fragili, peccatori. Ma allo stesso tempo siamo stati ammessi a prendere parte della santità di Dio e del suo amore perfetto. Questo ci spinge dall’interno con una forza irresistibile a seguire il sentiero percorso da Gesù, a seguire le sue tracce. Noi siamo ammessi a prender parte della sua continua relazione di amore con il Padre. Mediante la forza dello Spirito Santo possiamo essere testimoni come chiesa di questo amore perfetto. In piena umiltà possiamo provare la gioia di questo e proseguire sul cammino della conversione. A volte sono le persone esterne e apparentemente non credenti che di fatto intuiscono questo stato, e ce lo fanno ricordare. Loro si aspettano con pieno diritto di ricevere santità e amore perfetto da parte nostra. Rimangono delusi quando noi cristiani non riusciamo a vivere all’altezza del nostro ideale. Quando sentono che dei sacerdoti hanno commesso dei crimini terribili ed ignominiosi rimangono scandalizziti e profondamente feriti. In tal modo possono di fatto aiutarci al pentimento e alla conversione, e renderci più consapevoli della nostra vocazione alla santità. 

Solo Dio è santo. Solo l’amore di Dio è perfetto. Nella sua grazia ci fa continuamente prendere parte di questa inestimabile realtà. Questo “prestito divino” è un tesoro di cui dobbiamo avere cura, lasciarci cambiare da esso e con il suo aiuto trasformare quanto ci circonda. C’è sempre qualcuno che sta aspettando proprio noi per poter prendere parte dell’amore di Dio, ricevere speranza nella disperazione, consolazione e gioia nel dolore, e aiuto nel bisogno. Dobbiamo rafforzare la nostra unità con Gesù e la nostra unità reciproca, per rendere la nostra chiesa più evangelizzante. Possiamo tutti diventare testimoni credibili ed aiutare un maggior numero di persone a capire che anche loro sono amate infinitamente da Dio, e possono diventare il tempio di Dio, dove lo spirito divino risiede e compie buone opere. 

Con la mia preghiera e la mia benedizione a voi tutti, + Anders Arborelius OCD 

(Ordo Carmelitarum Discalceatorum > Ordine dei carmelitani scalzi) 

Stoccolma, 14 febbraio 2023, Santi Cirillo e Metodio, patroni dell’Europa. 

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