• Home
  • La Missione
    • La nostra storia
    • Il Missionario
    • Il Consiglio Pastorale della Missione
    • INSIEME (Notiziario della Missione)
    • Rappresentante per la protezione dei minori
    • GDPR
  • Catechesi
    • Pre-Iscrizioni
    • Anno catechetico
    • I catechisti
    • Battesimo
    • Prima Comunione
    • Cresima
    • Corso fidanzati
    • Modulistica, domande e risposte
  • Liturgia
    • Omelia domenicale
    • Calendario Liturgico
    • Coro
  • Gruppi
    • Caffè domenicale
  • Link
  • Notizie
  • Contatti
  • Home
  • La Missione
    • La nostra storia
    • Il Missionario
    • Il Consiglio Pastorale della Missione
    • INSIEME (Notiziario della Missione)
    • Rappresentante per la protezione dei minori
    • GDPR
  • Catechesi
    • Pre-Iscrizioni
    • Anno catechetico
    • I catechisti
    • Battesimo
    • Prima Comunione
    • Cresima
    • Corso fidanzati
    • Modulistica, domande e risposte
  • Liturgia
    • Omelia domenicale
    • Calendario Liturgico
    • Coro
  • Gruppi
    • Caffè domenicale
  • Link
  • Notizie
  • Contatti

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

  • On 28 februari, 2021

LETTURE: Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8,31b-34; Mc 9,2-10

Dal momento che in questa II domenica di Quaresima, abbiamo il catechismo per i nostri bambini e giovanissimi, mi piacerebbe allora rivolgermi soprattuttro a loro e riflettere con loro la Parola di Dio. E vorrei pertanto iniziare, rivolgendomi a voi nel raccontarvi il seguente.

Dovete sapere che c’era una volta un bambino che si chiamava “Accio”… In verità erano stati i suoi amici amici a chiamarlo simpaticamente così, perché il vero nome di Accio era un po’ bruttino e a lui non piaceva per niente. La mamma di Accio si chiamava “Nervosa” e il suo papà “Scontento”. Prima ancora che Accio nascesse i suoi genitori non facevano altro che litigare.

La mamma era sempre più Nervosa ed il papà sempre più Scontento. La mamma diceva: “Possibile che non ti venga in mente uno straccio di nome da dare a tuo figlio?”. Il papà rispondeva: “Visto che il nostro matrimonio è diventato uno straccio, chiamalo “Straccio”, a me non importa”! E fu così che il protagonista della nostra storia, pur non avendo colpa di nulla, si trovò a nascere nel bel mezzo di una guerra tra il papà e la mamma che, per ripicca l’uno verso l’altro, gli diedero nome Straccio, “Accio” per gli amici, appunto. Accio era un bambino buono, ma anche molto nervoso e scontento. Voleva divertirsi con i suoi amici ma dentro di sé c’era sempre una nascosta tristezza a motivo dei suoi genitori. E come se non bastasse, Accio si sentiva in colpa.. in colpa perché credeva di essere la causa dei loro litigi; in colpa perché non riusciva a fare niente per loro; in colpa perché pensava di non essere come i suoi genitori volevano.

Quando i genitori si separarono, Accio si sentiva davvero uno straccio. Aveva fatto di tutto per tenerli uniti e attirare su di sé un po’ di attenzione: andava male a scuola, faceva la pipì a letto, combinava qualche disastro in casa, si era fatto male con la bicicletta.. Niente! Non era servito a niente. Per fortuna c’erano i sui nonni! Con loro passava molto tempo e con loro si sentiva bene, perché si sentiva molto amato e importante. La nonna era molto religiosa e ci teneva molto che lui imparasse a dire le preghiere. Prima di andare a letto gli leggeva una storia presa dal Vangelo e Accio si addormentava sereno, senza fare i suoi soliti brutti sogni.

Una sera la nonna gli lesse questo episodio: Gesù si trasfigura davanti ai suoi discepoli. “Cosa significa, nonna, che Gesù si “trasfigura”?”. “Significa che Gesù diventa luminoso come il sole” -rispose la nonna – “Gesù fa vedere ai discepoli la sua natura divina”… “Vuoi dire che Gesù si trasforma?”. “No, Gesù non si trasforma.. Uno si trasforma quando diventa un’altra cosa da quello che era prima! Gesù, invece, si trasfigura.. cioè fa vedere qualcosa di sé che c’era già prima, ma che i discepoli non riuscivano a vedere. Gesù fa vedere la realtà nascosta dentro di sé.. Gesù è sempre lo stesso ma i discepoli ora riescono a vederlo in un’altra luce, cioè nel modo più bello e più vero”.

“Accidentaccio!” rispose Accio.. che rimase molto colpito da questo episodio. Quella sera, prima di addormentarsi, pregò così: “Gesù, dammi la capacità di vedere la luce nascosta dentro le persone.. Fammi vedere le situazioni tristi in una altro modo: nel modo più bello e più vero”. E Gesù lo accontentò. Accio cominciò a vedere che dietro i litigi di mamma e papà era nascosta la luce di un grande amore. Accio capì che i suoi genitori lo trascuravano perché erano troppo tristi, non perché non gli volessero bene. E Accio imparò ad osservarli e ad osservare tutte le persone sotto una nuova luce. Non più al modo di Nervosa e Scontento, ma nel modo più bello e più vero cioè quello dei suoi nonni che si chiamavano Fiducia e Ottimismo.

Accio si mise le scarpe di suo nonno, il vestito di sua nonna, si tinse il naso di rosso, si mise della paglia tra i capelli e divenne Pagli-Accio. Imitava i dispetti che si facevano i genitori e li fece ridere così tanto, ma così tanto, che i genitori videro il loro comportamento sotto una luce nuova. Si ritrovarono l’uno fra le braccia dell’altro senza neanche chiedersi scusa o stabilire chi avesse ragione e chi torto. Accio divenne un grande personaggio di un circo molto famoso. Soprattutto quelli che erano tristi, nervosi o scontenti, dopo averlo visto uscivano ridendo. E ridendo vedevano se stessi e la vita in un altro modo. Una strana, misteriosa, luce fu sempre vista in quel circo, dentro gli occhi di un pagliaccio che, come fa lo straccio, era capace di trasfigurare la tristezza della vita.

L’episodio della trasfigurazione, che oggi abbiamo ascoltato nel vangelo, ci ricorda che le cose brutte della vita, hanno un limite e non durano per sempre.

La trasfigurazione ci dice proprio questo: il dolore non ha l’ultima parola. La sofferenza che Gesù stava per affrontare sfociava nella risurrezione. Gesù sarebbe morto ma noi sappiamo che è risorto.

La trasfigurazione preannuncia agli apostoli tutto questo: ecco perché la trasfigurazione è un anticipo della risurrezione.

E noi? Cosa possiamo imparare da questo episodio così importante della vita di Gesù? Cosa Gesù vuole insegnarci, in questa domenica?

Possiamo concludere che Gesù ci invita

– a non scoraggiarci di fronte alle difficoltà

– a comprendere che tutti i momenti brutti che ci possono capitare hanno un senso

– ad essere suoi amici perché con lui saremo più forti delle cose brutte della vita

Ecco la bella notizia che Gesù ci dice oggi: se stiamo con Lui, saremo più forti del dolore.

Senaste inläggen
  • Mercatino dell’Avvento
  • Pranzo di natale!
  • XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)
  • XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)
  • XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)
Arkiv
  • november 2025
  • oktober 2025
  • september 2025
  • augusti 2025
  • maj 2025
  • april 2025
  • mars 2025
  • februari 2025
  • januari 2025
  • december 2024
  • november 2024
  • september 2024
  • augusti 2024
  • juli 2024
  • juni 2024
  • maj 2024
  • april 2024
  • mars 2024
  • februari 2024
  • januari 2024
  • december 2023
  • november 2023
  • oktober 2023
  • september 2023
  • augusti 2023
  • juni 2023
  • maj 2023
  • april 2023
  • mars 2023
  • februari 2023
  • januari 2023
  • december 2022
  • november 2022
  • september 2022
  • augusti 2022
  • juli 2022
  • juni 2022
  • maj 2022
  • april 2022
  • mars 2022
  • februari 2022
  • januari 2022
  • december 2021
  • november 2021
  • oktober 2021
  • juli 2021
  • juni 2021
  • maj 2021
  • april 2021
  • mars 2021
  • februari 2021
  • januari 2021
  • december 2020
  • november 2020
  • oktober 2020
  • september 2020
  • augusti 2020
  • maj 2020
  • mars 2020
Taggar
Festa d'autunno

I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Scroll
Kontakt

@2024 Bob Reklambyrå