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SOLENNITÁ DEL CORPUS DOMINI

  • On 6 juni, 2021

FESTA DI PRIMA COMUNIONE

Cari bimbi, eccovi qui, siete arrivati a questo appuntamento per il quale avete fatto due anni di catechismo, due anni in cui vi siete preparati insieme alle vostre famiglie, e aiutati da chi vi ha accompagnato, in modo particolare da Stefano, il vostro catechista; oggi, finalmente, potete dire a Gesù eccomi; è vero anche con tutte le difficoltà che ognuno di noi ha dovuto attraversare per via di questo tremendo virus che si chiama COVID, ma da quello che so siete stati coraggiosi, ed oggi siete ancora più coraggiosi, nell’esservi alzati di buon’ora per venire a questa Messa preparata per voi.

E siamo arrivati a questo momento, ma che cos’è questo momento, cosa state per ricevere? Cosa cambierà nella vostra vita?

Nella Bibbia, in un libro che porta il nome di Apocalisse, si può leggere il seguente: “Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro»

Ed io mi chiedo: non è un po’ quello che succederà?
Il corpo di Gesù viene dentro di noi e quindi questa tenda di Dio in mezzo a noi sarete voi, sono io, sono loro quando ricevono la Comunione.

Non siamo, a un certo momento della nostra vita, portatori di Cristo? Tutte le volte che facciamo la Comunione non significa che noi riceviamo il Signore? Che siamo questa tenda in mezzo agli uomini? Non diventiamo noi quelli che portano Cristo agli altri?

Guardate alla mia destra, cosa vedete? Un tabernacolo, un contenitore dove possiamo prendere Gesù, mostrarlo, adorarlo.

Normalmente Gesù sta lì, ma oggi, giorno della vostra prima Comunione e poi tutte le volte che riceverete la Comunione questo stesso Gesù verrà dentro di voi, diventerete voi tabernacoli viventi.

Entrando in questa Chiesa, non uscirete più nella stessa maniera come siete entrati.

E questo Gesù ce lo dice anche. Vi ricordate quelle famose parole di Gesù? Quando dice: “Vi do un comandamento nuovo”. Non dice: “Vi do un nuovo comandamento”, dice: “Vi do un comandamento nuovo”.

Perché Gesù non aggiunge un altro precetto, no, lui cambia il significato di qualcosa che già esiste. E cosa significa questo? Che trasforma quello che già c’è.

Cerchiamo allora di capire insieme cosa stiamo dicendo. Io vengo qua, vengo a fare la mia prima Comunione. Entro con i miei difetti, i miei problemi, tutto quello che sono. E mi siedo al banco. Dopo di che, per la prima volta, ricevo questo Sacramento, che si chiama Comunione, Eucaristia.

Io ricevo il corpo di Cristo, che deve alimentare la mia anima, quello che non vedo, ma quello che sono dentro di me, il mio uomo interiore, quel bisogno che ho di assoluto, di bellezza, di bene, tutta quella ricerca che diventando più grande io cercherò più fortemente.

Pensate ai vostri genitori, quando si sono scelti, che cosa cercavano? Cercavano l’amore.

Quando hanno cercato l’amore e voi siete nati, voi stessi siete stati i frutti di questo amore, voi siete i segni visibili di qualcosa che è invisibile, perché l’amore è invisibile ma poi si concretizza in alcuni atti, e questo concretizzarsi dell’amore siete voi, voi siete il frutto di questo amore.

Allora Gesù cosa fa con noi? Gesù vuole dare anche a noi il suo amore, e ci dice: “Voi dovete amare come io ho amato”. Gesù ci dice: “Voi ricevete me, ma poi vi dovete comportare come me, dovete cercare di seguire il mio esempio. Se siete miei discepoli dovete fare come me”.

E che cosa ha fatto Gesù? Ha dato la sua vita per gli altri.
Il suo modo di amare è dare la vita per gli altri. Noi siamo tutti chiamati a questo.

Il problema sapete qual è? È che quando si diventa grandi, spesso si diventa egoisti, si comincia a pensare solo a sé stessi e ci si dimentica di quello che il Signore ha voluto donarci, in particolare il giorno della prima Comunione.

Il giorno della prima Comunione lui ha detto: “Io sarò con te sempre, ogni volta che tu vorrai, potrai venire a ricevermi, e io verrò nella tua vita”. E quando io accolgo Cristo nella mia vita, tutto può cambiare, se mi lascio trasformare da dentro.

Allora voi oggi fate la prima Comunione, ma la prima Comunione non è l’ultima. Perché se voi domani, o la settimana prossima, andate a Messa, potere ricevere questo dono grandissimo. Dio può ritornare dentro di voi.
Ma questo dono che avete ricevuto vi richiede anche una grande responsabilità.

Io sono portatore di Cristo, significa che io, uscendo da questa Chiesa, porto Cristo al mondo, porto Cristo nel mio quartiere, porto Cristo a casa. È una grande responsabilità.

È come se io vesto da poliziotto e poi vado a rubare, non è giusto questo, no? Faccio male a me stesso e faccio male a tutta la polizia. È la stessa cosa per un cristiano: se porta Cristo dentro di sé, non può poi andar fuori e dimenticarsene, e fare qualsiasi cosa.

Porta Cristo agli altri. Deve dare frutto questo momento forte in cui Cristo è venuto in me. Lo devo portare agli altri.

Allora tutta la nostra comunità oggi, che vi accoglie come vi ha sempre accolto,  oggi vi dice anche che pregherà per voi, perché voi siate veri testimoni di Cristo, portatori di Cristo fuori da queste mura.

Tutti noi pregheremo per voi, perché possiate fare quello che Gesù vi dice oggi di fare. Ricordatevi sempre, il Signore ha voluto che per la vostra prima Comunione risuonassero queste parole: “Se volete essere miei discepoli, amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” Capito?

Questa è la nostra grande responsabilità: amarci gli uni gli altri  come Gesù ci ha amati.

Allora chiediamo al Signore oggi di darci sempre questa forza di amare, di saper amare, perché questo è il fondamento della nostra vita. Se non sappiamo amare non sappiamo vivere.

Amen

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